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LE STORIE DELLA COSA ARTIFICIALE E I PROTAGONISTI

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Per parlare di storie e protagonisti non si può che riprendere tutti coloro che sono già stati presentati nei post precedenti: scienziati, autori, studiosi, registi, illustratori ecc.  Dal punto di vista della scienza si deve parlare di  Christian Waldvogel , che ha presentato la teoria di Globus Cassus , ma anche di Dyson Freeman a cui si deve la Sfera omonima, Dan Alderson che ha parlato di un pianeta a forma di disco  in cui al centro del foro centrale è situato l'astro principale attorno a cui è situato l'habitat artificiale. Ma bisogna citare anche la NASA che ha avviato uno studio per il Toro di Stanford  capace di ospitare approssimativamente 10 000 residenti permanenti. Ha la forma di un  toro  (o di una ciambella) del diametro di un miglio.  Gerard K. O'Neill , con il progetto  Island Three  ("Isola Tre")  che consisteva di due  cilindri  in  contro-rotazione. Dan Alderson/Scienziato- Fonte Immag...

I LUOGHI E GLI UTENTI

I LUOGHI.... Parlando di pianeta artificiale non ci si può che riferire allo Spazio come luogo di interesse. Il pianeta, in quanto tale dovrà "fluttuare" nell'immenso sistema come tutti gli altri corpi celesti e con essi dovrà riuscire a coesistere.  Tuttavia, il cantiere non avverrebbe immediatamente nello Spazio privo di gravità, ma il prototipo, coi suoi materiali, passerebbe innanzitutto dai laboratori e dalle officine, per poi essere portato in un futuro lontano nello spazio. Chissà come! ...GLI UTENTI Chi usufruisce di un pianeta? Beh tutti. Gli esseri viventi occupano da sempre il pianeta Terra e il pianeta artificiale sarebbe la loro nuova casa. Mantenere tutti su una struttura artificiale non é semplice, soprattutto per conservare l'alimentazione e i bisogni di tutti, a partire dai beni primari. Creare un pianeta artificiale vorrebbe dire portare tutte le specie su un altro mondo, un'impresa davvero ardua.

NEI FUMETTI

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COME VIENE TRATTATO IL PIANETA NEI FUMETTI? La cultura dei fumetti prevede una serie dedicata alla fantascienza, in cui non possono ovviamente mancare i mondi artificiali. Tra queste troviamo proprio   Planet Comics,  una serie di fumetti pubblicata fra il Gennaio 1940 all'inverno del 1953. Questa serie di fumetti trattava racconti di uomini eroici che dovevano affrontare avventure spaziali, dotati di pistole laser e che dovevano quotidianamente lottare con alieni per salvare belle ragazze o amici. Nelle storie si alternavano mondi paralleli alla Terra, che presentavano le più svariate caratteristiche secondo il gusto degli autori. Anche gli abitanti di questi pianeti erano mostri con tentacoli, di colori strani.  Vi è poi la saga di Star Wars, ideata dallo stesso George Lucas.  Essi abbracciano un vasto arco narrativo che copre eventi trattati negli stessi film e periodi remoti o futuri della cronologia fittizia della saga. Il primo fumetto della saga venn...

NELLA MUSICA

Nel campo della musica e della poesia il tema del pianeta è di difficile reperibilità, in particolare se si parla di pianeta artificiale. Molto spesso nei testi delle canzoni il pianeta viene soprattutto paragonato al cuore, come un luogo in cui scappare per staccarsi dal mondo circostante, il più delle volte avverso.  Molto spesso alcune colonne sonore vengono immediatamente connesse allo spazio; ne è un esempio la colonna sonora di Star Wars. Numerosi però sono gli aforismi, tra cui questo di Umberto Veronesi, che richiama l'urgenza di gestire in modo adeguato le risorse del nostro Pianeta. ( Fonte ) “ Viviamo in un pianeta minuscolo, un granello di sabbia attaccato ad una stella che, tra qualche miliardo di anni, una volta esaurito il suo combustibile idrogeno, si spegnerà definitivamente. Noi esistiamo perché quel pianeta minuscolo nell'universo si trova in una posizione fortunata. ”  

LE NARRAZIONI

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DOVE SI PARLA DI PIANETI ARTIFICIALI? Di pianeti artificiali se ne parla soprattutto sulle riviste scientifiche internazionali, come Popular Mechanichs, Focus. Ne parlano scienziati, studiosi, scrittori e chiunque voglia cimentarsi in questo compito di fantasia e innovazione.  Si è parlato ad esempio del   Globus Cassus,   un progetto architettonico a carattere   utopico   che prevede la trasformazione della   Terra   in un   pianeta artificiale   cavo, di dimensioni assai superiori rispetto a quelle attuali, dotato di un' ecosfera   situata sulla propria superficie interna. Si tratta di un'idea dell'architetto svizzero Christian Waldvogel , che lo ha presentato alla Biennale di Venezia del 2004. ( leggi qui l'articolo completo ) Vista superiore e laterale del Globus Cassus- Fonte immagine Perchè non parlare anche della  sfera di Dyson?  Si tratta di un'ipotetica sfera di rivestimento che potrebbe es...

LA LETTERATURA NARRATIVA

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NELLA LETTERATURA Negli anni numerosi sono stati gli scrittori che hanno parlato di mondi immaginari nelle proprie opere. Nella maggior parte dei casi i pianeti portano tratti simili a quelli del pianeta Terra.  Si tratta in molti casi di un espediente che permette maggiore libertà nell'ambientare delle vicende avventurose, slegandole dallo spazio e dal tempo a noi noti. In questi mondi, le differenze rispetto alla Terra sono prevalentemente di tipo sociale , come ad esempio   Barrayar   nella fantascienza di   Lois McMaster Bujold ; altri tipici esempi sono i pianeti prigione, le culture primitive, estremismi politici e religiosi. Pianeti più insoliti dal punto di vista fisico si possono invece trovare nelle opere di fantascienza hard o classica; tipici esempi sono quelli che presentano su gran parte della loro superficie un unico ambiente climatico , ad esempio i pianeti desertici , i mondi acquatici, artici o interamente ricoperti da foreste....

SI PARLA DI PIANETI ARTIFICIALI ANCHE NEGLI ARTICOLI DI GIORNALI

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Fotografia tratta dall'articolo su Popular Mechanics-Modello di un mondo artificiale di Steve Bowers L'autore è  Adam Hadhazy e il 28 luglio 2014 ha pubblicato un articolo relativo al tema sul pianeta artificiale sulla rivista statunitense " Popular Mechanics ".  L'articolo esordisce con un tema trattato ormai in tantissimi film e documentari: la fine del mondo e la necessità di cercare nuovi orizzonti in cui spostare la specie umana. Egli poi delinea le caratteristiche che secondo lui potrebbero avere i cosiddetti "mondi artificiali".  Che cosa permetterà all'uomo di salvare la sua specie? Per leggere l'intero articolo cliccare qui .